Un alpeggio abbandonato è tornato a vivere
di a.zam tratto da l'ecorisveglio del 18/07/2008
In occasione del concorso nazionale di formaggio caprino, All’ombra della Madonnina svoltosi a metà dello scorso mese di maggio, la Mascarpella prodotta sui monti di Cannobio, è stata premiata con il riconoscimento di qualità.
"Questo non è frutto di casualità, ma bensì e frutto di anni di lavoro svolto in aziende agricole dedite principalmente alla trasformazione casearia in zone prettamente montane dapprima in'Aspromonte e successivamente nel Canton Ticino" afferma con soddisfazione Matteo Chindemi, titolare dell`azienda agricola omonima, che si trova in località Prati d’Agra, familiarmente chiamata in l'agher dai cannobiesi.
Da circa due anni in località Prati D'Agra (In l'agher) è attiva l'unità produttiva dedita all'allevamento di capre di razza Nera_Verzaschese e, da poco più di un mese, anche di Bovine di razza Rendena, entrambe a rischio di estinzione, che hanno la caratteristica di rusticità ed, in proporzione la buona produzione lattifera.
Si tratta di un monte abitato fino a parecchi anni fa ed ora riscoperto da questa famiglia che ha realizzato un caseificio rispettoso di tutte le normative igieniche e sanitarie,funzionante dal 25 aprile di quest’anno, Il caseificio e la casa dove abita la famiglia Chindemi sono interamente funzionanti con energia rinnovabile.
Una termocucina a legna e dei pannelli fotovoltaici e termici, installati da imprese di Cannobio; sono in grado di far funzionare tutti gli elettrodomestici di cui hanno bisogno e perfino scaldare la caldaia per fare il formaggio in qualunque condizione atmosferica.
"Insomma stiamo cercando di dimostrare che in quest'epoca il fatto di vivere in montagna pur non essendo raggiunti da alcun servizio non sia una forma di isolamento e di fatica fine a se stessa, ma possa essere invece una scelta ponderata e consapevole, dove la fatica è destinata ad un progetto di ampio respiro, come testimoniano interessamento di gruppi di ricerca zootecnica e di studenti della facoltà di agraria dell"’Universita della Montagna" di Edolo, l'attuazione di progetti con la Provincia, la Comunita Montana Val Cannobina e le università di Torino e di Milano e la presenza di numerosi gruppi Scout con i quali condividiamo gran parte degli ideali".
Ne parla con modestia Matteo Chindemi, che ha fatto tornare a vivere un alpeggio abbandonato da decenni e continua a raccontare proiettandosi nel futuro.
"Nelle nostre speranze prossime future c’è la creazione di un rifugio-bivacco, per poter ofrire un punto tappa per le numerose escursioni di cui siamo crocevia, ma soprattutto la costituzione di una fattoria didattica e centro di educazione ambientale.
Un luogo in cui con l’aiuto di personale qualificato e eventualmente cercando la collaborazione con altre realta simili si possa spiegare e dimostrare a diverse fasce di utenti come un "monte” possa rinascere grazie alla professionalità, alla passione ed alla dedizione, e quale sia l'impatto di questo processo con l'ambiente circostante".
E conclude facendo un appello al sindaco di Cannobio e all'Amministrazione comunale tutta perché abbia “a cuore, con politiche veramente concrete, lo sviluppo delle realta agricole, economiche e socio culturali dell'ambiente montano sovrastante, in modo da poter arricchire Cannobio di un valore aggiunto’.



